Il Capitano

Definirsi è restrittivo. Significa partire ponendo già dei paletti, delle restrizioni. Affermare qualcosa potrebbe escludere, a priori, la possibilità di successive affermazioni. Forse è più appropriato cercare di raccontarsi.

Voglio pensare ad una storia, senza approfondirne troppo i contorni, in modo da poterla sfumare di continuo, modellarla sugli umori mutevoli che ben conosco. E' come un diario di viaggio, con appunti scarni, essenziali. Come un bagaglio leggero. Dire solo ciò che conta e lasciare il resto all'immaginazione.
In questa storia c'è il Mare, con i suoi suoni, e la Montagna, con i suoi silenzi. Ci sono tanti momenti di solitudine, ma senza tristezza. Al massimo velata malinconia, un po' come una calle veneziana. Chiudendo gli occhi si sente il Vento sulla faccia e questo porta con sé spezie -di cui non ricordo i nomi- e l'aroma del tabacco da pipa. 
Ecco, il resto è tutta carta bianca, in continuo divenire.


A colui che chiede chi sono, rispondo "io sono me stesso".
Da che parte sto? ovviamente dalla mia.
Sono il sognatore più realista che conosco.
"Posso non condividere una parola di ciò che dici, ma mi batterò alla morte affinchè tu possa dirla".
Credo nella forza della Ragione e nel potere dei Sogni.
Difendo la Tradizione e su questa costruisco il mio futuro.
Amo la mia Trinacria, ma ammiro tutti i luoghi del mondo.

Vorrei passare la mia vita in Viaggio tra il sogno e la realtà, la mia barca a vela sospinta sul Mare dalla brezza... facendo sempre Rotta verso Sud.