mercoledì 15 febbraio 2012

Inverno


Agghiacciato tremar tra nevi algenti
Al Severo Spirar d'orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;
Passar al foco i dì quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento
Caminar Sopra il ghiaccio, e a passo lento
Per timor di cader girsene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader a terra
Di nuovo ir Sopra 'l giaccio e correr forte
Sin ch' il giaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Scirocco, Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest' é 'l verno, ma tal, che gioja apporte.
Sonetti a corredo de Le quattro Stagioni
La stagione più bella, che meglio si sposa col mio carattere ed il mio animo, insieme all'Autunno. Giorni di freddo e cielo azzurro, di sciarpe calde e tazze fumanti di caffè. Desiderio di tabacco umido e speziato.
Ho già in tasca il prossimo biglietto. Tanto mi basta per alzarmi al mattino. Sereno.

5 commenti:

Agnese ha detto...

:)
l'importante è che tu lo sia sempre... sereno...

Nora* ha detto...

Ah, l'Inverno di Vivaldi. Great!

anam ha detto...

non posso concordare sulla "stagione migliore", d'altronde ognuno ha la sua. ma per il biglietto in tasca, suerte!

Capitano ha detto...

@ Agnese: mi sa che le serenità è un continuo tendere... o un equilibrio assolutamente precario.

@ Nora*: uno dei miei pezzi preferiti!

@ Anam: Il biglietto in tasca è un'ancora di salvezza nei giorni grigi di lavoro e obblighi. Sapere di poter andare, a breve, è ossigeno puro.

BUENA VIDA

Lilith ha detto...

http://3.bp.blogspot.com/-5X7oFraj7BY/TzAoDoAPrrI/AAAAAAAAAKY/a_p8Dgk_xxQ/s1600/2043301807_4336f65933.jpg