- Agghiacciato tremar tra nevi algenti
- Al Severo Spirar d'orrido Vento,
- Correr battendo i piedi ogni momento;
- E pel Soverchio gel batter i denti;
- Passar al foco i dì quieti e contenti
- Mentre la pioggia fuor bagna ben cento
- Caminar Sopra il ghiaccio, e a passo lento
- Per timor di cader girsene intenti;
- Gir forte Sdruzziolar, cader a terra
- Di nuovo ir Sopra 'l giaccio e correr forte
- Sin ch' il giaccio si rompe, e si disserra;
- Sentir uscir dalle ferrate porte
- Scirocco, Borea, e tutti i Venti in guerra
- Quest' é 'l verno, ma tal, che gioja apporte.
-
Sonetti a corredo de Le quattro StagioniLa stagione più bella, che meglio si sposa col mio carattere ed il mio animo, insieme all'Autunno. Giorni di freddo e cielo azzurro, di sciarpe calde e tazze fumanti di caffè. Desiderio di tabacco umido e speziato.Ho già in tasca il prossimo biglietto. Tanto mi basta per alzarmi al mattino. Sereno.
mercoledì 15 febbraio 2012
Inverno
Tracciato dal Capitano alle 21:27
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5 commenti:
:)
l'importante è che tu lo sia sempre... sereno...
Ah, l'Inverno di Vivaldi. Great!
non posso concordare sulla "stagione migliore", d'altronde ognuno ha la sua. ma per il biglietto in tasca, suerte!
@ Agnese: mi sa che le serenità è un continuo tendere... o un equilibrio assolutamente precario.
@ Nora*: uno dei miei pezzi preferiti!
@ Anam: Il biglietto in tasca è un'ancora di salvezza nei giorni grigi di lavoro e obblighi. Sapere di poter andare, a breve, è ossigeno puro.
BUENA VIDA
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