domenica 20 novembre 2011

Inquietudine

«Il viaggiatore, come una monade autosufficiente, ricusa il tempo sociale, collettivo e stringente, a vantaggio di un tempo individuale fatto di durate soggettive e istanti gioiosi voluti e desiderati. Asociale, misantropo, irrecuperabile, il nomade ignora la misura del tempo e funziona con il sole e le stelle, si istruisce con le costellazioni e il movimento degli astri nel cielo, non possiede orologi, ma ha un occhio animale esercitato a distinguere le albe, le aurore, le tempeste, le schiarite, i crepuscoli, le eclissi, le comete, gli scintillii stellari, sa leggere la materia delle nuvole e decifrare le loro promesse, interpretare i venti e conosce le loro abitudini. Il capriccio governa i suoi progetti in relazione ai ritmi della natura. Lui e il suo impiego del mondo, non conta nient'altro.»
"Filosofia del viaggio" di Michel Onfray

In principio volevo scrivere altre cose, parlare di altri luoghi e rappresentare altre immagini. Poi però sono arrivato qui, ho scelto parole diverse ma alla fine mi accorgo che sotto certi punti di vista la citazione qui sopra calza comunque con l'idea di partenza. Basta solo avere un po' d'orecchio per intendere. Tra le righe si nascondono universi, ma i più si fermano sempre all'apparenza.

Ho la barba lunga, proprio perché non mi curo di cosa gli altri possano pensare. Ho il rigetto per la giacca&cravatta d'ordinanza. Il cellulare resta spento la maggior parte della giornata e la moltitudine intorno mi crea sempre strani pruriti. La calma apparente nasconde un vulcano di inquietudine: non sono capace di restare fermo troppo a lungo. Scrivo nuove lettere da affidare ad anonime buche rosse. 

Sono assolutamente fuori luogo.

9 commenti:

Alice ha detto...

Sarai anche fuori luogo, ma almeno sei te stesso...e questo è un pregio.
Un saluto

Agnese ha detto...

questo è il bello di te, quiete e burrasca

[non ricevo una lettera da troppo tempo]

Matilde ha detto...

ottimo libro :)

Capitano ha detto...

@ Alice: ...d'altronde, non saprei fare altrimenti.

@ Agnese: tu che mi leggi da un po', avrai imparato anche a conoscermi. Vivo di contrasti interiori e contrapposizioni. Quiete e burrasca, esattamente.

@ Matilde: regalo di un'amica preziosa ;)

BUENA VIDA

anam ha detto...

come te, prudo anch'io.
sempre in movimento. che sia fisico, mentale o chissà che.

suerte

Anonimo ha detto...

Caro Capitano,
Come spesso accade, ci capiamo. Senso di inquietudine, senza sapere bene né la ragione, né il tempo. Eppure ci guardiamo intorno ed è tutto al suo posto - all'apparenza. Sarà la quiete prima della tempesta? Saremo noi a scatenarla o ci ritroveremo per caso nel mezzo della stessa.
Ultimamente spesso ripenso ai posti vissuti, mi rivedo nelle foto e noto che mai sono stata così felice. Senza orologio, senza data, né feste. Pasqua era solo un nuovo viaggio.
Quando il senso di inadeguatezza ai tempi e ai luoghi ci invade, non resta che riscoprire che esistono altri orizzonti.
Tara

Anonimo ha detto...

Caro Capitano,
Come spesso accade, ci capiamo. Senso di inquietudine, senza sapere bene né la ragione, né il tempo. Eppure ci guardiamo intorno ed è tutto al suo posto - all'apparenza. Sarà la quiete prima della tempesta? Saremo noi a scatenarla o ci ritroveremo per caso nel mezzo della stessa.
Ultimamente spesso ripenso ai posti vissuti, mi rivedo nelle foto e noto che mai sono stata così felice. Senza orologio, senza data, né feste. Pasqua era solo un nuovo viaggio.
Quando il senso di inadeguatezza ai tempi e ai luoghi ci invade, non resta che riscoprire che esistono altri orizzonti.
Tara

Capitano ha detto...

@ Tara: la piacevole assonanza delle nostre Anime non mi stupisce più, Amica mia, e in quello che scrivi tu ogni volta mi riconosco anche io.

BUENA VIDA

Anonimo ha detto...

L'essere umano crea spesso rituali, precetti, regole sociali perché ha bisogno di contenimento e di limiti entro i quali orientarsi. Chi è veramente libero, e di quei rituali sa fare a meno si sente esattamene così: inquieto. Fuori luogo. Senza tesserini di riconoscimento.
In due parole: NON OMOLOGO.
Lilith