Il giorno prima mi ero svegliato presto, mio papà in cucina col caffè già pronto. Il tempo di preparare lo zaino e la macchina stava salendo la strada tortuosa che si lascia alle spalle Nicolosi e punta verso la Montagna. Un sentiero nel bosco, la terra bagnata, i pini larici ed i faggi. Il silenzio rumoroso della Natura, un ovile in pietra lavica. Padre e figlio: la bellezza incomparabile delle cose semplici, i sorrisi, mille discorsi, le foto.
Ieri, invece, tanti chilometri, tanti quanto quelli che mi separano dalla Calabria. La Sicilia vista dal traghetto: uno spettacolo che ho goduto mille volte e che spero nessun dannato e utopico ponte mi strappi via. E poi, una volta a terra, gli abbracci di gente di famiglia. Ritrovarsi davanti bottiglie di buon vino rosso e carne sugosa (una volta mi hanno detto che è proprio a tavola che si conoscono davvero gli uomini) prima di lasciar spazio, qualche ora più tardi, ad altre e più profonde conversazioni.
E di sera tornare a casa, vedere quello squarcio rosso sulla Montagna e sentire il vivo bisogno di essere lì. Giusto il tempo di infilare gli scarponi, un giaccone più pesante e via, insieme alla reflex. L'ebbrezza di salire di notte, completamente soli, su di un vulcano in eruzione. Spegnere l'auto nell'oscurità più profonda e sentire la tosse dell'Etna sputar fuori quelle fontane maestose e roventi, il cielo cupo rischiarato di rosso fuoco.
Ed io amo tutto questo.
foto: Au dessous du volcan, scattata dal Capitano



3 commenti:
è proprio a tavola che si conoscono davvero gli uomini
Questo piace pensarlo anche a me..
hai il potere di farmi assaporare luoghi mai visti...
a tavola, e sotto le lenzuola. Così mi hanno detto. :)
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