Il tempo scorre così velocemente da far perdere quasi i riferimenti. Mi sembra ieri quando mi stringevo in una giacca ed in una calda sciarpa ed oggi già sono a maniche corte; il Sole inizia a bruciare sulla pelle e a breve il mio Mare non sarà più solo mio.Spesso cerco specchi che riflettano la mia immagine, bisognoso di ricordare, in mezzo a questo frenetico andare, io chi sono.
[accarezzo la mia collanina d'argento, quel ciondolo appeso... ricordo]
Definisco così i punti saldi del mio mondo, mi fermo fuori al balcone fumando in silenzio e pensando. Sono sereno, dopo tanto tempo. Sto scegliendo, sto tracciando la rotta e raggiungo le mete prefissate. Sto combattendo per ciò che voglio.
So che ci vuole tenacia, sfrontatezza, perché solo questa è vita. Non il mero galleggiare, in balia del destino, ma il ben più ardito veleggiare "et Ventis adversis"; stringere il Vento, riempire i polmoni con la brezza selvaggia, domare il legno in mezzo ai flutti.
Nella sfida continua, quotidiana, sentirmi vivo.
Pienamente me stesso.
Senza fretta ma senza sosta.
Il mondo è il mio campo di gioco.
Il mondo è il mio campo di gioco.



9 commenti:
un click accompagnato da una speranza: quella di leggere parole nuove, quella di essere accarezzata da un messaggio come se fosse vento tiepido - e chissà magari sentirlo un po' mio.
E per questo io ti ringrazio, di aver- pur non sapendo - accolto la mia tacita speranza. Di avermi dato parole quando io non le possiedo.
E proprio vero: questo mondo frenetico in perenne corsa verso una meta senza fine. Una corsa ciclica, a forma di ruota.
Ritrovarsi diventa una necessità se ci si vuole perdere, se non si vuole dimenticare la propria direzione, lo scopo..la ragione.
Anche io ricordo l'aria fresca come se fosse ieri; l'abbraccio di una sciarpa. Il calore delle certezze che oggi sfuggono. Il caffè caldo aveva un altro sapore.
Questa terra, questa vita è il nostro campo di gioco...se lo vogliamo o no, un tempo qualcuno ha deciso che dovevamo giocare.
Le regole sono spietate...ma non bisogna perdere di vista la speranza...vero?
O forse solo quell'orizzonte...lì in fondo...e sale la voglia di trovarsi cullati dalle onde in una nave in balia di un viaggio.
Alla ricerca...
di cosa?
Non saprei...
Tara
esatto opposto dell'animo mio. (adesso).
suerte.
Se capiamo chi siamo, possiamo metterci a costruire.
- almeno, così la vedo io -.
Ma è quello che posso dire, rileggendo la mia biografia. Che ho tanto dovuto vagare per capire cosa volevo essere; per diventarlo, poi.
Adesso che ho trovato il mio posto, non mi fa paura mettere radici. Un sassolino per volta dentro una scatola; un passo alla volta, uno al giorno.
E tutto mi sembra così giusto...cos'altro serve?
Buona Vita
Il mare non è mai stato amico dell'uomo. Tutt'al più è stato complice della sua irrequietezza.
Joseph Conrad
Sentitamente
Messieur Le capitain
@ Tara: siamo fatti così, in continua tensione verso qualcosa. Chiamala speranza o come preferisci, la linea dell'orizzonte è un invito irrefrenabile.
@ Anam: la ruota gira (se la facciamo girare).
@ Un'anonima viaggiatrice: d'accordo con te. Ma sei sicura di aver trovato il tuo posto? ogni volta che getto l'ancora in un porto, che scendo a terra, la sensazione del "posto giusto" dura poco.
L'imperativo è sempre andare.
@ Messieur Le Capitain: non la conoscevo, ma mi piace un sacco, ti ringrazio.
BUENA VIDA
...del mio posto, sono sicura.
Il resto, é sempre un dubbio. Ma davvero vale la pena farsi domande a cui non sappiamo, né mai sapremo, dare risposte?
Forse basterebbe Vivere...e nulla più.
:)
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