Come spesso è accaduto nelle scorse settimane, quando sono stanco di leggi, codici, borghesia, obblighi, frenesia, grigiore, prendo le distanze da tutto e mi rifugio nel mio posto. A qualche metro dal Mare, con una buona presa di tabacco da pipa, il mondo si riduce alla sottile linea azzurra dell'orizzonte e a semplici pensieri vagabondi.Essere un uomo di Mare, vivere su di un'Isola, seppur enorme, in una città di Mare, è qualcosa difficile da spiegare ad un terrazzano o ad un continentale.
E ci sono stati i giorni di pioggia e di Vento e stamattina il Vento soffiava da Sud ed io ero contento di riconoscerne i nodi solo sentendolo sul viso. L'aria era fresca ed il Sole caldo e quando è così non c'è altro di cui ho bisogno: perché per un marinaio oltre al Mare ed al Vento poco altro importa se hai anche già il tabacco da accudire nella pipa.
Era questo il mio mondo oggi, è questo sempre. Perché Trinacria è più di un luogo, non solo latitudine e longitudine. Non solo lava e salsedine e ginestre.
Trinacria è la mia Anima.
Nel mio angolo di Mare.


12 commenti:
Hai proprio ragione Cap, certe cose che scrivi, il contatto intimo con la distesa salata io non riesco a capirle. Sono un terricolo ;)
Eppure in un certo qual modo sento delle affinità tra il calore di ciò che scrivi e la freschezza dei massi di 2000 metri di altitudine che trovo a due passi da casa mia. Anche loro "sanno di casa", anche loro purificano mente e corpo, anche sono un tramite con l'anima.
Ad ognuno il suo, immagino ;)
@ Erwin: ognuno si rispecchia in quello che ha intorno. Quello che per me è il Mare per te è la Montagna... diversi, ma poi forse neanche così tanto. Perché, come ben dici, entrambi gli ambienti agiscono sulla nostra Anima, andando ben oltre la superficie dei sensi.
Sono il nostro vissuto, la nostra Terra. E non c'è niente di più bello.
BUENA VIDA
Forse quella continentale sarò un po' io, che provengo da un posto senza mare, ma come te possiedo un posto dove poter respirare e pensare...
Un luogo dove tutto appare meno importante dinanzi agli spazi immensi, dinanzi alla natura...
Peccato questo luogo sia così lontano...forse ne dovrei trovare uno qui...ma penso che per ognuno di noi, esista un luogo solo.
Tara
Sei fortunato ad avere un'anima tanto bella! :)
la Sicilia è qualcosa che 'bisogna' vivere. non la si può descrivere nè inventare. la si deve sentire sotto pelle, portare con sè. non è un caso se chi la lascia per un pò, poi torni. sono mani grandi e grosse spaccate dalla terra. sono ragazzini con le ginocchia sbucciate che corrono qua e là tra i vicoli colorati dal mercato e te li ritrovi addosso.
è il mare, l'erba sottile, i musicisti per strada, i nonni che ti ingozzano di bontà che solo qui puoi trovare. sono palazzine vecchie secoli, ospitalità e buon umore. la Siclia è tutto e niente.
l'altro giorno al mercato della Vucciria un pescivendolo:
"signora!! s'accattassi stu puiplu, taliassi quantu è frisco, taliassi, forza alzati e caminna!!"
ahauhauhaaauhua
le risate che ti fai con questa bella gente sono meravigliose!! :D
suerte.
Anche io ho il "mio" mare, nella mia città di mare... eppure, giorni fa, mi sono sentita a casa anche davanti ad un mare lontano centinaia di Km da qui: è qualcosa di difficile da spiegare... "l'aria era fresca ed il sole caldo e quando è così non c'è altro di cui ho bisogno..."
Davanti al mare non mi sento mai "altrove" da me stessa.
...capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l'oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l'espatrio o ci lusinghi l'intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L'insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi.
Gesualdo Bufalino - L'Isola Plurale
Sentitamente
Messieur Le Capitain
leggerti è come viaggiare. Tra le parole il profumo di mare. Quella sensazione di pace che nasce dalle distanze.
...il tema dell'esilio nella poesia di Salvatore Quasimodo (l'esilio che generazioni di siciliani, per sfuggire alla povertà dell'isola, hanno sofferto e soffrono) si lega amaro e dolente, ma splendido nella memoria dei luoghi perduti, a quello del poeta arabo Ibn Hamdis, siciliano di Noto. E questa può anche essere una chiave per capire la Sicilia: che alla distanza di più di otto secoli un poeta di lingua araba e un poeta di lingua italiana hanno cantato la loro pena d'esilio con gli stessi accenti: "vuote le mani, – dice Ibn Hamdis, – ma pieni gli occhi del ricordo di lei".
Sicilia e sicilitudine,Leonardo Sciascia.
Raffa.
@ Raffa: non conoscevo questo passaggio, è bellissimo. Ti ringrazio.
BUENA VIDA
attendo tuoi nuovi sospiri. suerte.
Ciao! ...
Ti ho appena scoperto ... interessante leggerti :-)
Sono anch'io una catanese... il mio mare, però, è l'Etna....
A presto
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