Per rispetto verso l'intelligenza mia e di chi mi legge, eviterò commenti su sedicenti comandanti di navi da crociera a stento degni di pulire le latrine a terra. Stuzzicato invece dal mio caro amico Erwin ed essendo questo un blog particolarmente legato al Sud e alla Sicilia, voglio spendere due parole su quanto sta accadendo nella mia Regione, considerato anche l'omertoso silenzio (e le bugie) dei media nazionali.
Il video inserito qui sopra spiega abbastanza bene i motivi della protesta e io vi consiglio di guardarlo dall'inizio alla fine. Pongo l'attenzione su alcuni punti: la Sicilia non vuole assistenzialismo dal Governo centrale. Nessun popolo chiede di esser fatto schiavo. La protesta, infatti, è rivolta principalmente contro il Governo regionale (per questo nessuno è andato a Roma a manifestare) reo da sempre di non aver fatto nulla per il bene del popolo siciliano. La Sicilia gode - sulla carta - del primo Statuto autonomo italiano ma nessun governo regionale ha mai mosso un dito affinché venisse applicato (perdendo gli ovvi vantaggi che ne conseguirebbero).
Non so quanti di voi sanno che qui si estrae e si raffina il petrolio (con tutti i problemi ambientali e sanitari che ne derivano) ma ciò nonostante la benzina ed il gasolio hanno i prezzi tra i più alti d'Italia. Il costo del carburante colpisce a cascata trasporti, attività produttive e quindi beni di consumo, rendendo davvero difficile per le famiglie arrivare a fine mese.
Molti agricoltori - ma anche molte famiglie - perdono la terra che coltivano o le proprie case per colpa delle esecuzioni operate dalla Serit (l'agente della riscossione, equivalente siciliano di Equitalia). Pagare le tasse è giustissimo, ma se non ci sono i soldi, come si fa? e se si perde la terra da lavorare o le case in cui vivere, come si vive?
Di sicuro sarò stato impreciso su alcuni punti, e di questo me ne scuso, ma il video parla abbastanza chiaro. Ciò che comunque conta davvero è che quanto sta accadendo qui si sappia in tutta Italia. Alzare la testa, pacificamente ma con fermezza, è qualcosa che i Siciliani dovevano fare da tempo e che anche le altre regioni d'Italia dovrebbero fare.
Come recita un motto: «Parte uno, partono tutti».
p.s. per quanto mi è possibile, resto a disposizione per domande e chiarimenti.



